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TIRATE SULL'ARTISTA SECONDA EDIZIONE AL TEATROFFICINA REFUGIO
Dopo il grande successo della prima edizione,
sono aperte le iscrizioni per la seconda edizione di "Tirate sull'Artista", che
si svolgerà al Teatro Officina Refugio, Scali del Refugio, 8 Livorno, domenica
24 giugno alle ore 21,30. La serata è aperta a chiunque abbia voglia di stare su
un palco, basta telefonare per iscriversi gratuitamente ed essere inseriti in
scaletta (info 328 1152779 oppure 328 1667202). Il vero protagonista della
serata sarà il pubblico al quale verrà consegnato, assieme al biglietto, il "kit
del tiratore", da usare contro l'artista sgradito. Quest'ultimo avrà a
disposizione due minuti per conquistare l'applauso della platea o soccombere ai
suoi lanci. Il tutto dietro una rete di sicurezza. Cerchiamo, è ovvio, artisti
coraggiosi! L'intero incasso della serata servirà come al solito per finanziare
i lavori di costruzione del Teatrofficina Refugio. Se volete saperne di
più
http://tiratesullartista.vox.com
http://teatrofficinarefugio.blogsome.com
DOMENICA 24 GIUGNO - ORE 21,30
TEATROFFICINA REFUGIO
SCALI DEL REFUGIO, 8
QUARTIERE VENEZIA - LIVORNO
INGRESSO 5 EURO
INFO: 328 1152779 - 328 1667202
teatrofficinarefugio@gmail.com
tiratesullartista@gmail.com
Tira la pallina, tirala all'attore.
Se ti piace applaudi comunque puoi tirare.
Tira sull'artista, fine dicitore.
Tira forte e chiaro.
Tira...puoi tirare.
Photo by Mentafredda
LA VOLUTTA' D'ESSER FISCHIATI
Fra tutte le forme letterarie, quella che può avere una portata futurista più immediata è certamente l'opera teatrale. Noi vogliamo quindi che l'Arte drammatica non continui ad essere ciò che è oggi: un meschino prodotto industriale sottoposto al mercato dei divertimenti dei piaceri cittadini, bisogna spazzar via tutti gl'immondi pregiudizi che schiacciano gli autori, gli attori ed il pubblico.
1. Noi futuristi insegniamo
anzitutto agli autori il disprezzo del pubblico e specialmente il disprezzo
del pubblico delle prime rappresentazioni, del quale possiamo sintetizzare così
la psicologia: rivalità di cappelli e di toilettes femminili, - vanità
del posto pagato caro, che si trasforma in orgoglio intellettuale,- palchi e
platea occupati da uomini maturi e ricchi, dal cervello naturalmente sprezzante
e dalla digestione laboriosissima, che rende impossibile qualsiasi sforzo della
mente.
Il pubblico, variando da mese a mese, da città a città e da quartiere
a quartiere, soggetto agli avvenimenti politici e sociali, ai capricci della
moda, ai rovesci della pioggia, all'eccesso del caldo o del freddo, all'ultimo
articolo letto nel pomeriggio, non avendo disgraziatamente oggi altro desiderio
che quello di digerire piacevolmente a teatro, nulla può correggere,
approvare o disapprovare in un lavoro d'arte.
L'autore può sforzarsi di trarlo a sé, fuori dalla sua mediocrità,
come si trae un naufrago alla riva. Si guardi però dal lasciarsi afferrare
dalle sue mani paurose, poiché andrebbe a fondo con lui, a suon di battimani.
2. Noi insegniamo inoltre l'orrore del successo immediato che suol coronare le opere mediocri e banali. I lavori teatrali che afferrano direttamente, senza intermediari, senza spiegazioni, tutti gl'individui di un pubblico, sono opere più o meno ben costruite, ma assolutamente prive di novità e quindi di genialità creatrice.
3. Gli autori non devono avere
altra preoccupazione che quella di un'assoluta originalità novatrice.
Tutti i lavori drammatici che partono da un luogo comune o attingono da altre
opere d'arte la concezione, la trama o una parte del loro svolgimento, sono
assolutamente spregevoli.
4. I leit-motivs dell'amore e il triangolo dell'adulterio, essendo già
stati troppo usati, devono essere assolutamente banditi dal teatro.
Sulla scena, l'amore e il triangolo dell'adulterio devono essere ridotti al
valore secondario di episodi o di accessori, cioè allo stesso valore
a cui sono ormai ridotti nella vita, per effetto del grande sforzo futurista.
5. Poiché l'arte drammatica
non può avere, come tutte le arti, altro scopo che quello di strappare
l'anima del pubblico alla bassa realtà quotidiana e di esaltarla in una
atmosfera abbagliante d'ebbrezza intellettuale, noi disprezziamo tutti quei
lavori che vogliono soltanto commuovere e far piangere, mediante lo spettacolo
inevitabilmente pietoso d'una madre a cui è morto il figlio, o quello
di una ragazza che non può sposare il suo innamorato, o altre simili
scipitaggini...
6. Noi disprezziamo in arte, e più particolarmente nel teatro, tutte
le specie di ricostruzione storiche, sia che esse traggano interesse dalla figura
di un eroe o di una eroina illustre (Nerone, Giulio Cesare, Napoleone o Francesca
da Rimini), sia che si basino sulla suggestione esercitata dalla sontuosità
inutile dei costumi e degli scenari del passato.
Il dramma moderno deve riflettere qualche parte del gran sogno futurista che
sorge dalla nostra vita odierna, esasperata dalle velocità terrestri,
marine ed aeree, e dominata dal vapore e dall'elettricità. Bisogna introdurre
nel teatro la sensazione del dominio della Macchina, i grandi brividi che agitano
le folle, le nuove correnti d'idee e le grandi scoperte della scienza, che hanno
completamente trasformato la nostra sensibilità e la nostra mentalità
di uomini del ventesimo secolo.
7. L'arte drammatica non deve fare della fotografia psicologica, ma tendere
invece ad una sintesi della vita nelle sue linee più tipiche e più
significative.
8. Non può esistere arte drammatica senza poesia, cioè senza ebbrezza
e senza sintesi.
Le forme prosodiche regolari devono essere escluse. Lo scrittore futurista si
servirà dunque, pel teatro, del verso libero: mobile orchestrazione di
immagini e di suoni, che passando dal tono più semplice, quando si tratti
per esempio dell'ingresso di un domestico o della chiusura di una porta, possa
elevarsi gradualmente, al ritmo delle passioni, in strofe cadenzate o caòtiche
a volta a volta, quando si tratti di annunciare la vittoria d'un popolo o la
morte gloriosa d'un aviatore.
9. Bisogna distruggere l'ossessione della ricchezza, fra i letterati, poiché
l'avidità del guadagno ha spinto al teatro scrittori esclusivamente dotati
delle qualità del critico o del cronista mondano.
10. Noi vogliamo sottoporre completamente gli attori all'autorità degli.
scrittori, e strapparli alla dominazione del pubblico che li spinge fatalmente
a ricercare l'effetto facile, allontanandoli da qualsiasi ricerca d'interpretazione
profonda. Per questo, bisogna abolire l'abitudine grottesca degli applausi e
dei fischi, che può servire di barometro all'eloquenza parlamentare,
non certo al valore di un'opera d'arte.
11. Mentre aspettiamo quest'abolizione, noi insegniamo agli autori e agli attori
la voluttà d'esser fischiati.
Tutto ciò che viene fischiato non è necessariamente bello o nuovo.Ma
tutto ciò che viene immediatamente applaudito, certo non è superiore
alla media delle intelligenze ed è quindi cosa mediocre, banale, rivomitata
o troppo ben digerita.
Nell'affermarvi queste convinzioni futuriste, ho la gioia di sapere che il mio
genio, molte volte fischiato dai pubblici di Francia e d'Italia, non sarà
mai sepolto sotto applausi troppo pesanti, come un Rostand qualunque!...
Il palcoscenico prendeva un intero arco del cerchio e la parte centrale sporgeva di oltre un metro verso la platea; di conseguenza gli attori che pronunciavano le loro battute al centro, si trovavano circondati su tre lati dal pubblico.
Al tempo di Sheakespeare Londra ospitava ben 7 teatri; il teatro ebbe allora la funzione che ha oggi la televisione. Nella stessa sala si accalcavano popolani e aristocratici, donne e uomini di ogni età. Il teatro rimase vitale fino a quando fu concepito per intrattenere la più varia umanità; il declino iniziò quando si iniziarono a scrivere testi per popolani e testi per l’aristocrazia intellettuale. La connotazione diverrà "borghese" e il teatro una cosa snob e per pochi.
Goffo, barbarico, approssimativo, l’edificio teatrale elisabettiano non ha niente di ciò che sarà la grazia armoniosa dei teatri detti “all’italiana”. Il Globe sorgeva in uno squallido luogo, circondato da un fossato fangoso, una specie di torre esagonale.
Gli spettacoli incominciavano alle 2 del pomeriggio; i posti avevano prezzi diversi ma tutti dovevano pagare, anche se poco: solo 1 penny per i posti peggiori, in piedi nella platea di terra battuta e magari sotto la pioggia. Nell’attesa dello spettacolo il colorito pubblico gioca a carte, beve, mangia pezzi di carne salata, si azzuffa, urla… il tutto in mezzo ad odori di tutti i tipi; pensate al fatto che era ancora difficile distinguere i luoghi dove abitavano le persone da quelli che ospitavano gli animali e che spesso questi coincidevano. I posti migliori erano occupati dai ricchi che pagavano uno scellino e che si comportavano più o meno come gli altri, recitando ciascuno la propria parte che la società del tempo gli ha affibbiato.
Per questo gli attori dovevano tirare fuori tutta la propria arte per coinvolgere un pubblico di questo tipo. Il poeta conosce la povertà dei mezzi di cui dispone e si scusa con gli spettatori per gli sforzi che richiederà alla loro fantasia. Un servo appare in proscenio con un cartello sul quale è scritto il luogo in cui si svolge la scena. Tavole e stracci diventano quella località o quel luogo. Era la prima realtà virtuale dove l’immaginazione doveva contare più di ogni altra cosa. Immaginate anche voi come e con quali mezzi potevano rappresentarsi Romeo e Giulietta, l’Enrico V, l’Amleto e tante grandi opere del periodo.
La vita di un attore elisabettiano non è semplice; bassa è la considerazione sociale che lo circonda; deve trovarsi una protezione ufficiale di un gentiluomo o della corte. Le stesse autorità londinesi avrebbero abolito volentieri le rappresentazioni se non fosse stato per la regina che le adorava..
TIRATE SULL’ARTISTA - Prima Edizione
GIOVEDI’ 17 MAGGIO - ORE 21,30
TEATRO OFFICINA IL REFUGIO
Scali del Refugio, 8 - Quartiere Venezia - Livorno
Inngresso 5 euro
SIETE stanchi di battere le mani a spettacoli noiosi?
SIETE stanchi dei soliti artisti da strapazzo?
Questa volta sarà diverso
POTRETE TIRARE SULL’ARTISTA
Ogni esibizione durerà 3 minuti.
Dopo il primo minuto: il caos!
Potrete colpire l’artista sgradito usando il KIT DEL TIRATORE fornitovi all’entrata.
L’incasso della serata servirà per la costruzione del NUOVO TEATRO OFFICINA "IL REFUGIO".
Se sei coraggioso e vuoi partecipare come artista
chiama il 328/1152779 o il 328/1667202
oppure scrivi una mail a: tiratesullartista@gmail.com